la mia intervista per www.voglioviverecosi.com

La vivibilità della città e il suo clima rilassato, le bellezze paesaggistiche, le spiagge bianche, il poter nuotare con i delfini o gli squali balena, la costante brezza marina, l’andare al mare tutto l’anno, la sensazione di libertà: per Max Le Filippine sono tutto questo e molto altro. Stanco di gestire per 25 lunghi anni uno studio professionale nel capoluogo lombardo, Max ha deciso di trasferirsi a Cebu, nelle Filippine, dove si occupa di ricercare partners ed organizzatori di fiere ed eventi, di proporre la tecnologia di un’azienda con cui collabora (www.hyperfair.com) e di cercare potenziali clienti.

Max, dove vivi precisamente?

Vivo a Mabolo, un quartiere piuttosto centrale in Cebu, situato a metà strada fra i due più grandi centri commerciali della città, che qui nelle Filippine sono i veri centri nevralgici della vita cittadina. La gente ci va per mangiare, per passare il tempo (windows shopping è uno degli sport preferiti dalle donne filippine) e per portare i bambini a svagarsi.

Di cosa ti occupi?

Dopo 25 anni di gestione di uno studio professionale a Milano (creato e co-gestito da mia madre), puoi immaginare quanto fossi stressato e alienato. Quando ho preso la decisione di vendere la mia parte e trasferirmi qui, l’ho fatto alla cieca, senza un lavoro o delle prospettive precise di un futuro lavorativo, infatti i primi mesi qui non lavoravo, poi col tempo, tramite amicizie e contatti creati in anni di lavoro, mi sono capitate una serie di opportunità. Attualmente rappresento una società italo-americana che si occupa di gestione tecnologica di fiere ed eventi virtuali, oltre ad altri “lavoretti” diciamo minori ed occasionali, tra cui qualcosa anche nel campo della green economy. Il mio lavoro consiste nel ricercare partners ed organizzatori di fiere ed eventi, di proporre la tecnologia (assolutamente avanzata ed unica) di un’ azienda con cui collaboro (www.hyperfair.com) e di cercare potenziali clienti, andare a conoscerli sul posto (per questo viaggio parecchio, nelle 7.107 isole dell’arcipelago filippino), presentare i prodotti e servizi dell’azienda, una sorta di P.R., più o meno. Da qui è partita l’idea di creare un’agenzia per rappresentare le imprese italiane qui nelle Filippine e cercare investimenti, immobiliari e non, per i privati, il sito è www.italyphilippinesconsulting.com

Quindi come si svolge una tua giornata?

Quando non sono i giro per le Filippine, non avendo un lavoro che mi impegna le classiche 8 ore al giorno, generalmente mi sveglio presto, controllo e rispondo alle mail ed all’immancabile (e prezioso) Linkedin. Faccio ricerche sui potenziali clienti, poi una passeggiata fino ad uno dei 2 centri commerciali di cui ti dicevo poco fa, gli unici posti dove si può prendere un espresso (una delle poche cose più care rispetto all’Italia, circa 1,70/80) e fare, quando serve, la spesa. Rientrato a casa, lavoro per altre due ore, poi vado in piscina qui nel condominio o, quando ne ho voglia, vado al mare, 20 minuti in taxi. Dopodiché, se è il caso, continuo a lavorare. La sera, quasi sempre, vado a cena fuori con amici.

 Vivi a Cebu da più di un anno. Cosa puoi raccontarci del posto? Come si vive e cosa può offrire?

Questa è una terra bellissima, con posti e paesaggi da favola ad ogni angolo, anche se spesso deturpati da incuria e assenza totale del rispetto per l’ambiente (un ottimo business qui sarebbe fare qualcosa da “green economy”, riciclerie o qualcosa del genere); piena di contraddizioni, passi da zone ricchissime a baraccopoli in 10 metri; dove respiri libertà; con pochissime regole (e poco rispettate anche quelle), quando da noi ormai rischi anche quando bevi 2 bicchieri di vino al ristorante, se poi devi guidare; dove la gente è felice con pochissimo, rispetto a noi che siamo depressi con, oggettivamente, tantissimo; dove ci sono ancora cose da noi dimenticate, come il rispetto per gli anziani, come la condivisione di tutto (o quasi tutto) con gli altri, come il risolvere tante questioni con un sorriso. Nonostante i tanti problemi oggettivi che hanno, riescono ad essere molto più felici rispetto a noi e quest’atmosfera ti contagia in pochi minuti, complice anche il clima che ti invoglia a stare sempre in giro. La qualità della vita è ottima, diciamo che è una Manila (dove ho vissuto inizialmente) senza i macroscopici problemi della capitale, come traffico pazzesco, inquinamento, sporcizia dovunque e delinquenza e con bellissime spiagge e posti sul mare a portata di mano. Qui a Cebu si vive molto bene, come a Manila, la vita non costa pochissimo, anche se molto meno che in Italia senza dubbio. Per darti un’idea dei costi: per la casa io spendo circa 550,00 euro al mese, incluso internet, elettricità, tv via cavo (le tv locali Filippine, oltre che essere in tagalog, sono inguardabili) in un bel condominio, in centro, con piscina, convenient stores, ristoranti, guardie armate 24/24; il prezzo del cibo è convenientissimo, con 7/8 euro e anche meno mangi in ottimi ristoranti, la spesa settimanale per casa è di circa 20 euro. Per le mie esigenze da single, diciamo che con 800 euro al mese vivi molto bene, da occidentale. Se poi vuoi vivere come un locale, questa cifra si dimezza.

Quali sono i lati positivi e quelli negativi di questa terra?

I pro: città vivibilissima nonostante sia grande, traffico sopportabilissimo, persone cordiali ed ospitali, cibo ottimo e a buon mercato, possibilità di raggiungere posti da favola in pochissimo tempo, appena fuori dalla città, ottime possibilità di divertimento, così come di relax su spiagge bianche e mare bellissimo, raggiungibilità da tutta l’Asia (aeroporto internazionale e porto marittimo), centro commerciale e lavorativo organizzatissimo, secondo solo a Manila. I contro: povertà diffusa, strade sporche e con scarsa manutenzione (devi stare attento a dove metti i piedi, rischi di farti male, ci sono tombini aperti e voragini ovunque…) e corruzione diffusissima (questo vale per tutte le Filippine).

Puoi dirci qualcosa sull’aspetto sanitario, economico e culturale?

La sanità funziona bene, ma è totalmente privata. Conviene farsi un’assicurazione sanitaria o essere pronti a pagare (comunque non tantissimo per i nostri standard) nel momento in cui si necessita di una visita medica o di un ospedale. La cultura qui purtroppo è pressoché assente, le Filippine sono colonizzate culturalmente dall’influenza degli States, mutuano tutto da lì, acriticamente, dalla musica all’insana passione per i fast-food, con un risvolto positivo: l’inglese è parlato piuttosto bene dall’80% della popolazione, il 100% negli under 40. Economicamente il Paese sta crescendo a vista d’occhio, molto per le rimesse dei lavoratori all’estero (16.000.000, quasi la metà della forza lavoro) che apportano benessere a tutto il Paese e in parte, perché lentamente e faticosamente, la classe media sta nascendo, con il relativo aumento dei consumi e dei bisogni. Certo, se cammini per Cebu, al di là delle zone ricche, la povertà è ancora diffusissima. Moltissima gente, come in tutte le Filippine, vive con meno di un dollaro al giorno. E’ una cosa che senti, vedi e percepisci ogni giorno.

 E il clima?

Caaaaaldo, anche nella stagione delle piogge (dove peraltro non è che piova tutto il giorno, anzi, è un susseguirsi di sole e temporali improvvisi, quanto fortissimi) comunque fa caldo, sempre.

Per quel che riguarda i visti, è facile ottenerli?

Dipende. Qui puoi stare fino a 2 anni semplicemente rinnovando (a pagamento, circa 80/100 euro per 2 mesi) il visto turistico, se invece vuoi un visto permanente o la residenza, il discorso diventa un po’ più complicato, anche se è allo studio del governo filippino una revisione delle regole per cercare di modernizzare il Paese sulla scia del crescente benessere economico.

Cosa ti ha colpito a primo impatto di Cebu?

La vita diurna e notturna. La prima volta che sono venuto qui in vacanza mi ha colpito l’atmosfera rilassata, allegra e sorridente, la voglia di vivere e di divertirsi della gente, la disponibilità e l’ospitalità che tutti ti dimostrano qui.

E qual è invece il lato nascosto che hai imparato ad apprezzare durante la tua permanenza?

La dolcezza e l’ospitalità dei cebuani, la bellezza delle cebuane (considerate le donne più belle dell’Asia, in virtù del mix di dna durante la lunga occupazione spagnola) e i meravigliosi posti che hai a portata di mano.

Quanto è difficile per un italiano trovare lavoro nelle Filippine?

Se parliamo di lavoro dipendente da imprese filippine, “lasciate ogni speranza o voi che entrate”. Lo sconsiglierei a chiunque ed è comunque difficile ottenerlo, altro discorso se si parla di aziende italiane, o multinazionali, specie se poi retribuiti in valuta!

E quindi?

Le Filippine, ora come ora, sono la più promettente economia nel mondo, con un tasso di crescita annuo costantemente sopra il 5% e con una serie di facilitazioni burocratiche e fiscali per gli imprenditori, anche esteri. Io le consiglierei soprattutto a chi desidera aprire un proprio business, più che per il lavoro dipendente, anche per lo scarso capitale iniziale necessario; per il lavoro dipendente, come dicevo prima, molto meglio cercare lavoro qui presso aziende estere. Se invece si ha un po’ di capitale, anche gli investimenti, specie nei condomini che stanno sorgendo come funghi, sono interessanti.

Quali differenze hai rilevato nel sistema lavorativo in confronto a quello italiano?

A parte la rilassatezza propria dei filippini, che ovviamente riscontri anche nel lavoro, le condizioni lavorative dei locali sono ai limiti della schiavitù per la nostra mentalità, uno o nessun giorno di riposo alla settimana, a discrezione del datore di lavoro, orari di lavoro ben al di là delle nostre 8 ore, a volte arrivano a 20 ore al giorno, retribuzioni da fame che spesso coprono a malapena i costi di viaggio per arrivare sul posto di lavoro; d’altra parte, per gli imprenditori è tutto piuttosto agevolato, nessuna difficoltà nel trovare personale, le istituzioni e le persone locali sono prontissime ad aiutare chiunque voglia creare posti di lavoro (di cui c’è bisogno come l’acqua..). Ma bisogna muoversi con cautela, molti sono pronti ad approfittare delle disponibilità degli “stranieri” e c’è molta corruzione negli uffici governativi, come nella polizia, di cui è assolutamente meglio non aver mai bisogno.

Ci sono molti italiani?

No, direi proprio pochi. Molti americani e australiani, ma in generale pochi europei, complice anche l’assenza di voli diretti dall’Europa.

 In un eventuale trasferimento a Cebu, quali pensi siano gli aspetti che possano creare maggiori difficoltà all’inizio?

Uno: te stesso! Corri il rischio di farti prendere la mano (e non solo…) dalla vita qui e ci sono parecchie persone che non aspettano altro che approfittare del tuo portafoglio. Ma se mantieni la testa sulle spalle, non verrai messo in difficoltà da nulla.

Quali sono gli aspetti che cambieresti delle Filippine?

L’assenza totale di preoccupazione per l’ambiente, che sta distruggendo questo meraviglioso Paese. Qui si butta tutto per terra, in strada, non ci sono cestini neanche a pagarli. Stanno devastando una delle più belle barriere coralline del mondo con la pesca a strascico, impoverendo il mare più pescoso del pianeta. E poi, la corruzione del sistema politico, che è un grosso freno agli investimenti stranieri e lo strapotere della chiesa cattolica, che orienta ogni scelta del governo ed impedisce una vera modernizzazione del Paese.

Hai trovato difficoltà ad adattarti al nuovo stile di vita?

Vediamo… sono passato da 12 ore stressantissime di lavoro al giorno, a 2/4 di lavoro piacevole; da essere sempre vestito da capo a piedi, al girare sempre in short e t-shirt; dal passare mesi e mesi nel gelo, ad andare al mare o in piscina tutti i giorni. E’ anche vero che ho rinunciato a moto, macchina e barchetta e che guadagno molto meno di prima, ma la qualità della mia vita si è decisamente impennata..e quando (capita…) ho nostalgia dell’Italia, della famiglia e degli amici..beh, prendo un aereo e torno. No, sto benissimo qui e non ho la minima intenzione di tornare al mio stile di vita precedente, non ci penso proprio.

Come sono i rapporti con la popolazione locale?

Domanda non facile: apparentemente idilliaci. Tu sei un occidentale, quindi un semi-dio per i filippini, venerato dalle bellissime ragazze qui, portato in palmo di mano e iper rispettato dagli uomini. Poi col tempo scopri che molti di questi rapporti sono dovuti al fatto che sei un occidentale, appunto e per i filippini, occidentale significa soldi. Nel momento in cui si accorgono che da te non possono ricavarne, termina anche il rapporto. Comunque, fortunatamente, non tutti o tutte sono così, anzi, ho avuto la fortuna di incontrare bellissime persone, amicizie vere e disinteressate, rapporti veri! Bisogna solo stare attenti a non farsi prendere dalle persone, specie all’inizio della permanenza qui e non è così facile…

Dimmi tre buoni motivi per convincermi a trasferirmi a Cebu:

Ci sono io, non basta?😉 Scherzi a parte, la vivibilità della città e il suo clima rilassato, la bellezza da sogno di tantissimi posti qui intorno, le spiagge bianche, il nuotare con i delfini o gli squali balena, la costante brezza marina, l’andare al mare tutto l’anno, la sensazione di libertà che hai costante, scegli te…

(l’originale lo trovate qui: http://www.voglioviverecosiworld.com/rubriche/fare-impresa/max-da-milano-a-cebu-filippine

Informazioni su max moniaci

connecting italy and philippines
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