continua il boom delle costruzioni nelle Filippine

Un nuovo rapporto pubblicato in questi giorni da Global Construction Perspectives e Oxford Economics prevede che il volume di produzione edilizia crescerà di oltre il 70% in tutto il mondo entro il 2025, con un volume pari a 15.000 miliardi di dollari. Questo boom delle costruzioni interesserà prevalentemente tre paesi, vale a dire Cina, Stati Uniti e India.

 

LA SFIDA DELL’URBANIZZAZIONE. Ma vediamo più nel dettaglio i dati svelati dal rapporto,  ‘Global Construction 2025’. Innanzi tutto si evidenzia come – nel 2025 – il settore delle costruzioni rappresenterà il 13,5 per cento della produzione mondiale; questa attività sarà guidata dalla sempre più forte crescita delle popolazioni in via di sviluppo, a cui aggiungere un aumento del tasso di urbanizzazione. “L’urbanizzazione è una delle maggiori sfide che attendono la razza umana – si legge nel rapporto. La crescita delle grandi metropoli del mondo costituirà un driver fondamentale per il settore dell’ingegneria e delle costruzioni. Per il 2025 si prevedono due miliardi di abitanti (in più) nelle grandi città, il che significa nuove sfide per la fornitura di elettricità, acqua, servizi igienico-sanitari, alloggi, uffici e mezzi di trasporto”.

INDONESIA, VIETNAM E FILIPPINE: I NUOVI PAESI DRIVER. Mentre due terzi delle nuove costruzioni si concentreranno tra Cina, India e Stati Uniti, gli autori del report hanno notato che l’attività edilizia sarà molto attiva anche nei paesi emergenti dell’Asia, soprannominati “le nuove tigri asiatiche”. Tra questi, gli autori citano in particolare Vietnam, Indonesia e Filippine. In particolare l’Indonesia si evidenzia come “la più dinamica fra le nuove tigri”: il suo mercato delle costruzioni dovrebbe registrare una crescita media annuale superiore al 6 per cento, fino al 2025. “L’Indonesia diventerà il terzo più grande mercato immobiliare del mondo a livello globale per numero di nuove abitazioni e nuove infrastrutture”. Ma il Vietnam e le Filippine non saranno da meno e potrebbero registrare una crescita media annuale del 5 per cento.

IL CASO DEGLI USA. Per quanto, invece, riguarda gli Stati Uniti – superati nel 2010 dalla Cina come il “più grande mercato delle costruzioni del mondo” – il rapporto prevede ancora una crescita del 40 per cento nel settore entro il 2025. “La ripresa del mercato delle costruzioni degli USA, che è iniziata l’anno scorso, dovrebbe continuare”, scrive il report, “con una sempre più forte crescita del settore residenziale. Si prevede che il volume di produzione delle costruzioni negli Stati Uniti crescerà oltre il 75 per cento tra il 2012 e il 2025”. Inoltre, si prevede che il paese avrà bisogno di quasi 20 milioni di nuove abitazioni entro il 2025, con una media di 1,5 milioni di case da costruire annualmente.

DIFFICILE RIPRESA PER L’EUROPA. Discorso ben differente per il Vecchio Continente. Il rapporto prevede infatti che il settore europeo delle costruzioni nel 2025 sarà del 5 cento inferiore rispetto al 2007, anno di inizio della crisi finanziaria globale. “Più difficile la ripresa in Europa occidentale, dopo il rallentamento dell’attività edilizia del 2008-10 e 2012-13. Con il potere di acquisto delle famiglie in calo, la diminuzione dei salari e l’alta disoccupazione si riduce anche la domanda di edilizia residenziale. Inoltre i governi europei, a corto di liquidi, hanno poco spazio anche per investimenti significativi in nuove infrastrutture”, avverte il rapporto ha avvertito.

costruction

 

SCENARI 

Intanto, a dare nuovi dati sull’Europa è anche la relazione pubblicata da Scenari Immobiliari. Secondo il rapporto, la Germania gestisce oggi il 29% del real estate europeo, con un totale di 615 miliardi di euro (178,35 miliardi), valore stimato per fine anno in crescita dell’1,4% sul 2012. Il nostro paese, invece, detiene il 19%, con un fatturato previsto di 115 miliardi di euro per fine 2013. Il rapporto valuta, inoltre, nel 74% del totale il valore del segmento residenziale italiano, evidenziando uno scenario generale in lenta ripresa. In particolare, Scenari Immobiliari definisce stabili o in lieve calo i valori nominali degli immobili residenziali (media europea). I paesi come Grecia, Spagna, Portogallo e Irlanda, dove la crisi economica è stata particolarmente sentita, registrano invece flessioni più consistenti nei valori nominali degli immobili. In Italia, nel primo trimestre del 2013, si registrano compravendite in calo del 14% circa (dati Agenzia delle Entrate). Più in generale, sia nel comparto edilizio industriale, che in quello commerciale e degli uffici, l’Europa vede una spaccatura sempre più profonda tra paesi nei quali la crisi è ancora in pieno corso e paesi in ripresa, Germania in primis.

 

fonte: casaeclima.com

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