le Filippine pilastro della crescita del sud-est asiatico

Bangkok – La Banca dello Sviluppo Asiatico ha rivisto il proprio outlook nei confronti delle Filippine. Dopo aver segnalato a lungo il lento cammino del Paese in ambito economico e finanziario rispetto ad altre Nazioni dell’area, oggi le Filippine appaiono essere il vero e proprio “pilastro della crescita inclusiva”. Già nel 2007, uno studio della Banca dello Sviluppo Asiatico identificò quattro limiti che hanno impedito la crescita dello sviluppo delle Filippine nella stessa velocità poi raggiunta da altre economie dei vicini d’Asia: 1) la ristrettezza delle finanze governative; 2) la inadeguatezza delle infrastrutture (specialmente nel settore della elettrificazione e dei trasporti); 3) la debole affidabilità agli occhi dei potenziali investitori a causa delle preoccupazioni riguardanti la guida governativa della Nazione (in special modo nel campo della corruzione e della instabilità politica) ed infine 4) la incapacità del mercato di lanciare lo sviluppo della piccola impresa e conseguentemente della intera base industriale.

jeepney

Al contempo, invece, le economie delle Nazioni vicine hanno vissuto decenni di economie vivaci mentre l’economia delle Filippine restava un po’ nelle retrovie. Per dare un esempio, nelle Filippine il PIL medio (pro capite) è appena raddoppiato mentre a Singapore è cresciuto più di 12 volte, in Thailandia circa 8 volte, in Malaysia circa 6 volte e in Indonesia più di cinque volte. Ovviamente i tempi sono profondamente cambiati e l’economia delle Filippine ha distanziato alquanto il resto dell’Asia nel primo quarto dell’anno in corso. La performance di crescita dell’economia delle Filippine mostrano che il cammino tracciato è mutato, sebbene non ancora a sufficienza.

I redditi statali stanno crescendo del doppio, accompagnati da forme di protezione dalle perdite correlate in settori di competenza di agenzie soggette finora ai voleri della corruzione. Allo stesso tempo, gli investimenti interni stanno aumentando a ritmi cui non si è mai assistito in più di un decennio. Da più parti, però, ci si continua a lamentare sul fatto che una crescita così rapida diventa oggetto di gaudio solo per una piccola fetta della popolazione poiché le limitazioni disegnate dal Governo devono ancora entrare in azione e mostrare i propri effetti, oltretutto dimostrando di aver ancor bisogno di ulteriore tempo per entrare in gioco.

Individuare le infrastrutture come elemento di limitazione da inserire nel computo della crescita inclusiva, si ritiene da più parti possa condurre ad una crescita maggiorata delle finanze governative ed alla partnership pubblico-privato. Poiché da lungo tempo l’operato degli interventi pubblici per abbassare le quote di sbarramento viene negato alla maggioranza delle partecipazioni straniere e sarà ancora a lungo confinato agli stessi piccoli gruppi dei soliti players nazionali, essi stessi – già dominanti nell’economia filippina-  continueranno a fare la parte del leone e si accaparreranno, come al solito, i benefici maggiori. Secondo gli analisti di settore, le Filippine dovrebbero dare maggior impulso alle cosiddette “infrastrutture inclusive”, ovvero strutturare una diversa distribuzione dei benefici nella popolazione a favore di chi ha meno, nello specifico si intende la costruzione di edilizia popolare, della elettrificazione nei contesti rurali, irrigazione, forniture idriche e forme di assistenza sanitaria, scuole ed ospedali, fattorie e mercati di piccole dimensione più presenti nel tessuto urbano.

Sempre secondo gli osservatori di cose filippine, dopo anni in cui si è largheggiato avendo a disposizione budget ragguardevoli, periodo in cui il bilancio nazionale alla fin fine è rimasto sempre debole. Il fattore negativo determinante sembrerebbe essere stato quello della corruzione tra i funzionari ufficiali che hanno sottratto gran parte dei fondi per scopi personali oppure per esigenze tutte ascrivibili al mondo politico e non certo per quelle di tipo più popolare e considerabili di tipo prioritario. Non a caso, la Banca dello Sviluppo Asiatico, considera una delle restrizioni negative per l’economia filippina, una specie di palla al piede, quella vecchia oligarchia economica, continuamente correlata ai “fallimenti di mercato”, dipendente dall’esercizio prolungato del monopolio e degli oligopoli. Ora è giunto il momento, per le Filippine, di aprirsi al Mondo con maggiore spigliatezza, liberandosi da questi vecchi orpelli del mercato interno ed è giunto il momento di pensare con una mentalità di aperta e ricettiva sia a livello geografico sia a livello della numerosità delle attività economiche, soprattutto in vista di un appuntamento globale importante qual è quello della competitività sulle piazze internazionali e la revisione profonda e totale del sistema interno per il quale si prevede il dominio di pochi sui molti.

Le Filippine, quindi, stanno via via prendendo sempre più coscienza d’aver bisogno di una crescita maggiore soprattutto nel comparto delle piccole e medie imprese, con legami forti sia verso il futuro sia verso il background culturale specifico all’interno dell’economia nazionale, così che ne possa beneficiare la crescita stessa ed essa possa espandersi fino a permeare in tutta la sua ampiezza l’economia e la popolazione a livello nazionale e non solo restare confinata in una qualche enclave auto-protetta.

Sulla base di tutto ciò, gli esperti del settore, ritengono che vi siano quattro pilastri fondamentali dei quali le Filippine hanno bisogno per costruire una crescita inclusiva importante. Il primo è una politica forte nella direzione della competitività e che elimini le troppe barriere agli ingressi, proibisca il commercio illecito e le pratiche connesse ed assicuri alle piccole e medie imprese l’accesso all’agone economico nazionale. Vi è una legislazione, in merito, lacunosa e che attende risposte da lungo tempo e che oggi manifesta tutta la sua priorità. Il secondo è il governo concertato che agisca a vasto raggio proprio a sostegno della piccola e media impresa per la quale debbano anche prevedersi minori vincoli negli accessi alla finanza di settore. Il terzo fattore è la implementazione da accelerare per quel che riguarda le riforme strutturali che nel caso delle Filippine assumono le quattro forme di Programma Onnicomprensivo per la Riforma Agraria per i piccoli agricoltori, l’Atto dei Diritti delle Popolazioni Indigene e delle comunità affini, il Codice della Pesca per i pescatori delle municipalità locali e l’Atto per lo Sviluppo dell’Urbanizzazione e la Casa per le quote di popolazione povera. Tutte misure volte ad un accesso più equo ed equilibrato all’assetto economico nazionale e tutte misure da considerare opportunità di sviluppo. Il quarto pilastro per lo sviluppo è ritenuto il fattore guida più promettente per la crescita economica nell’economia: agricoltura, turismo, manifattura ed edilizia. Molto è stato detto e scritto sui primi tre, l’ultimo elemento è stato uno dei principali fattori guida di sviluppo a partire dal 2010.

– See more at: http://www.lindro.it/economia/2013-07-24/93514-filippine-in-forte-espansione#sthash.NAmMaYqV.dpuf

Informazioni su max moniaci

connecting italy and philippines
Questa voce è stata pubblicata in economia filippine e contrassegnata con , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...